La scultura lingua morta

Per essere entusiasti di Arturo Martini o si è storici dell’arte, studiosi di scultura e amanti dell’arte antica, oppure si è passatisti oppure ingenui. La sua scultura è antica (il Mediterraneo, la Grecia, l’Etruria) perché la scultura stessa è “schiava del passato”. La citazione è di Martini stesso, che nella raccolta di scritti La scultura lingua morta, con tragica lucidità, traccia i limiti della disciplina che: “non potrà mai essere spontanea fra gli uomini”. È diabolico quando conclude scrivendo: “Niente giustifica la sopravvivenza della scultura nel mondo moderno. Però si ricorrerà a lei ugualmente nelle circostanze solenni e per gli usi commemorativi…”. Oggi chi fa scultura o la fa per il cimitero o per i Saddam Hussein di turno.

L’artista americano Barry X Ball giorni fa ha rilevato digitalmente nei dettagli “Il Compianto” di Niccolò dell’Arca. Un artista con uno studio a New York di 2.000 metri quadrati che usa macchine enormi (oltre a lui solo il maccheronico Jeff Koons arriva a tanto) per realizzare le sue costosissime opere, viene in via Clavature e scansiona (che vuole dire copiare in modo più preciso), il gruppo scultoreo per poi presentarne le copie in marmi diversi.

Barry X Ball riproduce con altri materiali un’opera del Quattrocento e non paga il biglietto (l’ingresso al Museo è gratuito).

Come molti americani, eccetto quelli che fanno business e quelli armati, guarda all’arte Italiana del passato, forse sperando di liberarsi, una volta per tutte, dalla sindrome della prateria (Jeff Koons infatti colleziona arte antica).

Dice delle sculture di Arturo Martini che sono “straordinarie”. Forse è solo un cliché: l’arte Italiana è per statuto straordinaria, o forse vuole semplicemente dire che sono fuori dall’ordinario. Ma la scultura è ordinaria e non c’è nulla di extra nelle opere di Martini. L’extra, caso mai, sta nell’arte contemporanaea di Barry X Ball, che si ispira a quella antica e crea una nuova opera che costerà molti soldi, forse più delle stesse sculture di Martini. Nel viaggio pittoresco dell’artista di Manhattan che annota, fotografa, compila, scansiona e se ne ritorna in America dopo cinque giorni, c’è tutta la storia del Bel Paese che si mostra e si autocelebra con terracotte, bronzi e gessi.

“Il Compianto” sarà conosciuto a Dallas, le opere di Arturo Martini rimarranno “straordinarie” e forse capiterà che un’opera di Barry X Ball sarà ad una prossima Arte Fiera in vendita a un mezzo miliardo delle vecchie lire.

Arrivederci Barry X Ball.

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